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La grazia

"Allora Giona pregò l'Eterno, il suo Dio, dal ventre del pesce e disse: «Nella mia sventura ho gridato all'Eterno ed Egli mi ha risposto...»". Giona 2:2-11


Da dentro il pesce, in cui si trovava a motivo del suo rifiuto di ubbidire al mandato che Dio gli aveva dato ("Va' a Ninive e predica contro di lei, perché la loro malvagità è salita davanti a me". 1:2), Giona, nel pieno della sua disperazione, prega Dio e il Signore lo esaudisce, gli fa GRAZIA e lo libera, comandando al pesce di vomitarlo sull'asciutto.


Ma quella GRAZIA (che significa: favore IMMERITATO) che Giona ha appena sperimentato è la stessa che lui rifiuta di manifestare agli abitanti di Ninive.


Infatti, non appena Dio, in seguito al ravvedimento dei Niniviti, ritira il Suo giudizio, concedendo loro la Sua GRAZIA, Giona ne è dispiaciuto e adirato (4:1).


Quanto è facile implorare la GRAZIA per noi stessi, nelle nostre situazioni o avversità, e sperimentare il perdono e il soccorso di Dio, ma poi non essere facilmente disposti a concedere GRAZIA agli altri, oppure quasi dispiacersi quando Dio desidera manifestarla a qualcuno che, magari, a nostro avviso, è più peccatore di noi, più colpevole, peggiore di tanti altri e NON MERITEVOLE di nulla.


Siamo TUTTI peccatori e TUTTI bisognosi della GRAZIA di DIO, del favore IMMERITATO che Lui ci offre SOLO PER I MERITI DI GESÙ, e di nessun altro.


Il cuore di Dio è pieno di COMPASSIONE, ancora oggi, per ogni persona in questo mondo, nonostante la malvagità dell'uomo sia veramente giunta fino al cielo;

DIO ODIA IL PECCATO, MA AMA IL PECCATORE!


Dice il Signore: «IO non mi compiaccio della morte dell'empio ma che l'empio si converta dalla Sua via e VIVA..». Ezechiele 33:11


Ecco perché Egli rinnova il Suo mandato alla Chiesa, ad ogni Suo figlio, non di fare discussioni o contese, non di seguire una religione, non di condannare, ma di proclamare "l'anno di GRAZIA", il tempo nel quale è ancora possibile ravvedersi ed essere salvati grazie al sacrificio di Gesù, prima che arrivi veramente il tempo nel quale Egli stesso giudicherà e non ci sarà più alcuna possibilità di salvezza.


Ma l'unico modo per assolvere questa chiamata, è che la Chiesa guardi le persone con lo stesso cuore di Dio, con la stessa COMPASSIONE e con lo stesso desiderio di vedere i peccatori salvati!


Loredana Antoci

Dio ti benedica




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