Trattenere
- antociloredana10

- 17 nov 2025
- Tempo di lettura: 1 min
“Perciò nulla di ciò che è votato allo sterminio si attaccherà alla tua mano…”.
Deuteronomio 13:17
Il verbo tradotto “attaccare”, che indica anche il “tenere stretto, l'essere aggrappati a qualcosa/qualcuno”, è davvero curioso in ebraico.
È costituito da 3 consonanti che, anticamente, erano trascritte con tre pittogrammi, ognuno con il proprio significato.
La prima consonante indicava una “porta”, la seconda una “casa,o tenda” e la terza “un palmo” - che, per la posizione curva che assume quando è aperto, trasmetteva il senso di sottomissione, il piegare qualcuno alla propria volontà.
È quindi come se, attaccarsi a qualcosa/qualcuno, significhi permettergli di “entrare per la porta della nostra casa (cuore) e di piegarci alla sua volontà".
E a volte possiamo purtroppo fare questa esperienza, e senza rendercene conto, cadiamo nell'idolatria, in quanto permettiamo a quel qualcosa/qualcuno (diverso da Dio) di governare la nostra vita.
Dio ci invita a non “attaccare la nostra mano" a nulla, perché ciò che prende il Suo posto, ci può condurre solo alla distruzione.
E se al momento sei consapevole che la tua mano sta “tenendo stretto qualcosa/qualcuno", Dio ti invita a lasciare la presa, con la consapevolezza che Egli compenserà ciò che al momento può sembrare una “perdita” con qualcosa di migliore per la tua vita.
Loredana Antoci
Dio ti benedica

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